Papa Leone a San Marino e Rimini

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San Marino e Rimini, 25 agosto 2026 – Il 22 agosto 2026 Papa Leone XIV, si è recato in visita pastorale alla Repubblica di San Marino, una delle più antiche repubbliche del mondo fondata dal Santo protettore Marino nel 301 d. C. e situata nel centro-nord della penisola italiana, e successivamente a Rimini, in Italia, in visita al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli e alla città. (Programma)

A San Marino, la Repubblica della Libertà

La Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Rimini, dell’Ispettoria Madonna del Cenacolo (ILS) e altre FMA, ospiti della Casa per il riposo estivo, hanno avuto la possibilità di partecipare a diversi momenti dell’intensa, quanto ricca di grazia, giornata vissuta dal Papa.

La prima tappa si è svolta nella Diocesi di San Marino Montefeltro, che vanta le proprie origini nella vita dei Santi Marino e Leone, dalla cui vita eremitica scaturì la nascita di comunità cristiane. Papa Leone è stato accolto in primis nel Palazzo Pubblico dai Capitani Reggenti – Alice Mina e Vladimiro Selva, capi di Stato della piccola Repubblica – e si è poi è recato nella Basilica dove sono custodite le reliquie del Santo Marino per un breve momento di venerazione, accolto dal Vescovo, Mons. Domenico Beneventi, e dal Rettore della Basilica don Marco Mazzanti, Salesiano di Don Bosco (SDB).

Nel rivolgere la parola ai sacerdoti – tra cui la Comunità SDB presente nella Repubblica a cui sono affidati il rettorato della Basilica e due parrocchie – ai diaconi, religiosi/e e laici impegnati nella vita pastorale, ha ricordato che la grandezza di una comunità sta nell’essere accogliente e non nel mostrare il proprio potere, richiamando la tradizione di accoglienza della piccola Repubblica a persone appartenenti a popoli afflitti dalla guerra. Quella del Santo Padre, in visita a un piccolo Stato, si è trasformata in supplica di Pace rivolta ai grandi Stati della terra.

Uscendo dalla Basilica, il Papa ha salutato i numerosi fedeli presenti in piazza, esortando in particolare i giovani a riconoscere il valore della propria vita, a sentirsi amati e a essere generosi, sempre aperti al servizio agli altri: “cercate di formare autentiche amicizie: nell’amicizia possiamo formare comunità.

Qui a San Marino avete un motto così bello! Una sola parola: ‘Libertas’. Lo avete ascoltato sicuramente tante volte. L’autentica libertà la troviamo solo in Gesù Cristo, la troviamo nella verità: Gesù che è venuto, è venuto per darci vita, è venuto per aiutarci a riconoscere la verità in un mondo tante volte pieno di menzogna, pieno di inganni. Però, se avete Gesù Cristo nei vostri cuori, se avete la verità e la libertà di seguire Gesù, non c’è bisogno di avere paura di nessun’altra cosa. Perché Gesù cammina con voi e Gesù ci chiama tutti, ci convoca a camminare tutti insieme”.

Al “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini

Dopo una breve pausa di ristoro dalle Monache Agostiniane del Monastero Sant’Antonio da Padova di Pennabilli, il Santo Padre si è trasferito in elicottero a Rimini dove, al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli, il festival culturale internazionale promosso dal movimento cattolico di Comunione e Liberazione, lo attendevano circa 60.000 persone.

Condotto ai padiglioni espositivi, ha subito visitato le Mostre su Sant’Agostino e su Leon Harmel, l’imprenditore pioniere della dottrina sociale, per poi raggiungere il Villaggio Ragazzi, che ha salutato con gioia, incoraggiandoli a cogliere le opportunità delle mostre per riflettere sulla vita, la società e la fede: “«Se noi tutti vogliamo cambiare il mondo, cominciamo con noi stessi», dice Sant’Agostino. Il vostro cuore, il nostro cuore, che è così grande, così capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo tutti la strada per camminare insieme, per costruire un mondo di pace e di amore”.

Successivamente, nell’Auditorium, si è rivolto ai partecipanti con un articolato e accorato discorso in cui ha toccato diversi aspetti di interesse mondiale, tra cui quello educativo, animando ancora una volta i giovani a partire dal tema annuale – “L’amor che move il sole e l’altre stelle” – tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri: “L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!”.

L’incontro con la città: una preparazione comunitaria tra fede, partecipazione giovanile e impegno sociale

Nei mesi precedenti l’arrivo del Pontefice la Diocesi di Rimini animata dal suo Vescovo, Mons. Nicolò Anselmi, ha vissuto un’intensa fase di coinvolgimento spirituale. Tra le iniziative più significative, la stesura di una preghiera comunitaria composta raccogliendo le intenzioni inviate da fedeli di ogni realtà parrocchiale.

Nell’imminenza della visita, ogni zona pastorale si è ritrovata per un momento di adorazione eucaristica, una veglia penitenziale e un rosario. Particolarmente suggestivi sono stati gli appuntamenti organizzati dalla zona pastorale sul litorale comprendente la parrocchia salesiana che, con la collaborazione degli stabilimenti balneari, ha realizzato questi momenti spirituali sulla spiaggia, coinvolgendo anche i turisti.

A testimonianza della dimensione sinodale dell’evento, la comunità ha inoltre espresso la propria vicinanza al Santo Padre attraverso doni dal forte valore simbolico e sociale: oltre alla preghiera, un campo da calcio in erba sintetica destinato ai detenuti della Casa Circondariale, il sostegno a un progetto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per l’allestimento di un presidio ospedaliero a Gaza e un terzo impegno legato all’accoglienza di persone straniere che lavorano sul territorio. Inoltre, sul piano organizzativo e finanziario, la Diocesi ha scelto di non ricorrere a sponsorizzazioni commerciali, affidandosi interamente alla generosità della comunità.

Nell’incontro con le persone malate, con disabilità e povere nella Cattedrale di Rimini, un dono di grande pregio è stata una custodia fatta a mano da alcuni detenuti contenenti lettere scritte da malati e persone in difficoltà.

I giovani sono stati protagonisti sia nella fase preparatoria sia durante le celebrazioni. Nella serata alla vigilia della visita papale, la Pastorale Giovanile Diocesana ha coordinato una veglia incentrata sul tema delle “pietre vive” nella Chiesa e nella società. L’incontro ha offerto momenti di lectio, adorazione, confessioni e spunti di riflessione culturale.

La Celebrazione Eucaristica al Porto di Rimini, ormai al tramontar del sole, ha visto un’ampia adesione giovanile: l’animazione liturgica ha coinvolto oltre 600 coristi e 100 strumentisti, provenienti dal Liceo Musicale “Einstein” e dai Conservatori del territorio.

Nell’omelia, Papa Leone ha messo in luce i valori di onestà, di gratuità, di benevolenza, cari alla gente della Romagna, “schietta e di indole gioviale, laboriosa e solidale”, di cui sono testimoni i numerosi esempi di santi e beati – tra cui don Oreste Benzi, impegnato contro la tratta sul litorale, e i giovani Alberto Marvelli e Sandra Sabattini, che hanno frequentato le due parrocchie – “esercitando la carità e vivendo il Vangelo, a volte fino al martirio”.

È una ricchezza che, “oltre che per le bellezze naturali e artistiche”, porta ogni anno sulla riviera Adriatica numerosi turisti da molte parti d’Italia e del mondo per le vacanze. Per questo ha incoraggiato “a portare avanti l’impegno con cui cercate di far sì che questo territorio sia accogliente, oltre che per il ristoro e il divertimento, anche per lo spirito. (…)

Il mondo in cui viviamo offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero ‘tornare in sé’, e lasciano il vuoto nel cuore. C’è chi le chiama ‘evasione’, come se la vita ordinaria fosse una prigione da cui fuggire. Ma noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell’anima. Come comunità cristiana siamo dunque chiamati in modo speciale a coltivare tale esperienza e a trasmetterla, nell’apertura e nell’ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all’aiuto e alla carità”.

Al termine di questa “indimenticabile giornata” – come l’ha definita il Vescovo Anselmi – il cuore dei numerosi fedeli e pellegrini che hanno potuto incontrare il Papa non poteva che essere colmo di gioia e di gratitudine, ben sintetizzate da questo commento di un giovane sulla chat della Pastorale Giovanile:

“L’immagine che mi porterò nel cuore in questa giornata, è lo sguardo di una ragazza in carrozzina in Duomo quando è arrivato Leone ad abbracciarla. In tutto il suo stupore c’era la gratitudine dell’incontro con Dio”.

Da https://www.cgfmanet.org/infosfera/chiesa/papa-leone-a-san-marino-e-rimini/



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