Tema GMCS 2026: Custodire voci e volti umani

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Roma, 30 settembre 2025 – Il 29 settembre 2025 la Sala Stampa Vaticana ha reso noto il tema scelto da Papa Leone XIV per la 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (GMCS) che si celebrerà il 17 maggio 2026, Solennità dell’Ascensione del Signore:

Custodire voci e volti umani

Il tema del Messaggio – che si leggerà nella sua interezza il 24 gennaio 2026, nella memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei comunicatori – si contestualizza nello scenario odierno, caratterizzato da un grande impatto della tecnologia che “influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni”.

Nel Comunicato del Dicastero della Comunicazione della Santa Sede viene però messo in luce che, se anche questi strumenti offrono al genere umano “possibilità impensabili solo pochi anni fa”, tuttavia “non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale”.

Allo stesso modo, l’atto comunicativo non è riducibile a uno “schemi di dati”, bensì richiede “giudizio umano”. E questo comporta una sfida:

“La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana”.

A fronte delle grandi opportunità offerte dall’impiego delle tecnologie, si mette in guardia dai rischi “reali” dell’intelligenza artificiale, di cui alcuni effetti concreti – come la manipolazione di fotografie, video e audio – sono già all’ordine del giorno:

“L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso”.

L’aspetto che forse desta più preoccupazione, soprattutto rispetto alle nuove generazioni, è però legato alla dipendenza da questi strumenti, sicuramente attraenti per interfacce e contenuti innovativi, che per contro rischiano però di inibire il pensiero critico e la creatività, oltre ad alimentare pericolose derive sociali:

“Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze”.

L’avvento, così repentino e integrato nella vita quotidiana, dell’Intelligenza Artificiale, solleva un’urgenza educativa sempre più irrinunciabile e non demandabile, soprattutto in ambito cattolico, nell’acquisire le competenze necessarie per accompagnare i giovani a diventare esperti navigatori non solo della rete, ma anche e soprattutto della vita, senza perdere le caratteristiche ontologica dell’umano:

“È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy). Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito”.

Papa Leone XIV, fin dall’inizio del suo Pontificato, si è mostrato attento al tema dell’Intelligenza Artificiale e ai suoi sviluppi, in linea con la stessa preoccupazione del suo predecessore, Papa Francesco, di coltivare una «sapienza del cuore» che non può essere eguagliata dalle macchine e un’Intelligenza Artificiale che resti al servizio dell’umano, senza sostituirlo:

“L’intelligenza artificiale, specialmente quella generativa, ha dischiuso nuovi orizzonti a molti livelli differenti, tra cui il miglioramento della ricerca in ambito sanitario e le scoperte scientifiche, ma solleva anche domande preoccupanti circa le sue possibili ripercussioni sull’apertura dell’umanità alla verità e alla bellezza, sulla nostra particolare capacità di comprendere ed elaborare la realtà. Riconoscere e rispettare ciò che caratterizza in modo unico la persona umana è essenziale per il dibattito su qualunque quadro etico adeguato per la gestione dell’intelligenza artificiale” (Papa Leone XIV – Messaggio ai partecipanti alla seconda conferenza annuale su intelligenza artificiale, etica e governance d’impresa).

Da https://www.cgfmanet.org/infosfera/chiesa/tema-gmcs-2026-custodire-voci-e-volti-umani/



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