Approfon…DIRE, 5 luglio 2024 – a cura di sr Mara Borsi – LA PERSONA AL CENTRO: la scuola salesiana – Quello della persona umana è il valore fondante, sul quale si appoggiano e senza il quale svaniscono tutti gli altri valori. Nella società attuale è difficile educare al rispetto della persona umana e valorizzarla perché questo valore non è universalmente riconosciuto. C'è, al contrario, chi ritiene che sia lecito strumentalizzare alcune persone per soddisfare i desideri di altre, e pretende un riconoscimento giuridico a tale legittimità. Ad esempio, chi desidera essere genitore deve poterlo essere, anche se la sua condizione non è l'ideale per il “figlio”, che gli deve essere garantito, a costo di comprarlo stipulando un contratto commerciale con la mamma.

Ogni persona è sacra: parole da scrivere su tutte le pareti delle aule scolastiche a cominciare dalla Scuola dell'Infanzia fino all'Università compresa. Parole da far sentire ovunque, perché, non è mai stato così urgente educare al senso della dignità della persona umana!

Oggi come educatori che si ispirano al carisma salesiano siamo chiamate/i ad avere a cuore la persona umana, perché l'attenzione alla persona è infatti costitutiva nel Sistema Preventivo di don Bosco. Quando egli avvicina un ragazzo per invogliarlo a frequentare l’ambiente educativo, quando parla con un allievo, quando ha a che fare con un giovane, l'obiettivo è sempre la salvezza dell'anima, vista come piena realizzazione della persona, il punto di partenza è sempre il dialogo personale, la relazione con il singolo. Lo scopo è instaurare una relazione di amicizia e di affetto con quella persona, evidentemente reputata unica.

La Famiglia Salesiana, al momento di chiarire la propria identità, pone al primo posto tra le sue scelte fondamentali: “Promuovere l'umanesimo salesiano. Esso pone al centro la persona, la cui dignità va tutelata e promossa in tutte le sue espressioni. […] Si prefigge di aiutare ciascuno a trovare il giusto posto nella società e nella Chiesa” (n.31).

Nel 2012 le indicazioni del Ministero dell'Istruzione costituirono una svolta: nella programmazione non si parlava più di Unità Didattiche, centrate sulle modalità con cui il docente insegna, ma di Unità di Apprendimento, centrate sulle modalità con cui lo studente apprende. Negli anni successivi nella didattica prendono sempre più piede i concetti di individualizzazione e personalizzazione, che denotano attenzione al singolo, ai suoi problemi e alle sue esigenze, oltre che al gruppo classe.

Individualizzazione e personalizzazione sono due esempi di quelle attenzioni che non possono essere completamente inseriti nella programmazione, che è necessariamente pensata per l'intera classe. In una Unità di Apprendimento deve essere contenuta la parte organizzativa del lavoro: l'attenzione pedagogica, la scelta di applicare il Sistema Preventivo di don Bosco, le attenzioni di cui ogni singolo studente ha bisogno non si programmano, né si scrivono su un documento: si compiono sul campo, durante la lezione, con attenzione e sollecitudine nei confronti di tutti e di ciascuno. Esse non si imparano su libri o documenti, né solo dalla collaborazione con docenti esperti: si acquisiscono insegnando.

La/il docente è chiamato a imparare a concepire i propri allievi come persone da formare più che come contenitori da riempire. La trasmissione di nozioni è indispensabile, e nessuna educazione che prescinda da questa componente può dirsi utile. L'educando, che per il docente è lo studente, deve essere però considerato con uno sguardo profondo, rispettato nella sua individualità e nelle sue opinioni, guidato verso l'autonomia di pensiero. L'educazione è antitetica alla standardizzazione; pur traendo l'ispirazione anche da modelli, non punta a calarli automaticamente nella pratica dal momento che l'educando è chiamato ad esprimere la propria singolarità, ma ha di mira il loro costante confronto con il profilo singolare che l'educando sta portando alla luce.

Nell’educazione salesiana esiste un equilibrio nevralgico: l'esigenza di guidare e quella di rispettare l'educando devono essere conciliate. Un'educazione autentica accompagna e persuade, non può né costringere né abbandonare a se stessi. L'adulto opprimente non educa, il permissivo compagno di viaggio nemmeno: un adulto educatore è un onesto e appassionato testimone.

Il Sistema Preventivo è il vero tesoro degli educatori salesiani; ricordiamo che nel suo testamento spirituale don Bosco ha legato la fecondità di coloro che si ispirano a lui dal punto di vista educativo alla pratica del Sistema preventivo, che ha caratteristiche educative non certo generiche ma specifiche e significative per l’oggi, capaci di sostenere il dialogo con altri metodi educativi che si sono affermati nel Novecento (metodo Montessori, steineriano ecc…).