
Roma, 30 aprile 2026 – Oltre la soglia, nel cuore della missione: il “confine” come grembo di speranza – Dal 15 al 17 aprile si è svolto a Roma l’incontro nazionale dedicato alle direttrici e coordinatrici delle Case Famiglia delle ispettorie italiane delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Un appuntamento che, giunto al suo terzo anno, ha ormai il sapore di un cammino di famiglia come Italia salesiana FMA.
Il filo rosso di questo percorso è stato ancora una volta guidato con passione e competenza dal Professor Andrea Farina e dalla sua equipe dell’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori. Oltre che formatori, si sono rivelati compagni di viaggio, capaci di condurre il gruppo con lo stile tipico della pedagogia salesiana: ascolto attivo, professionalità, capacità relazionali e di mediazione, simpatia. Aspetti che hanno messo ciascuno a proprio agio. Grazie a questa conduzione empatica, ogni partecipante ha trovato il coraggio di esporsi, portando nel cerchio della condivisione non solo esempi di vita vissuta, ma anche le dimensioni più sfidanti e le fatiche quotidiane delle case famiglia e dei giovani vulnerabili, trasformandole in spunti costruttivi e carichi di positività.
Cuore tematico dell’incontro è stato il concetto di “confine”, esplorato nella sua duplice valenza pedagogica e giuridica. Attraverso spunti formativi, il confine è stato definito non come una barriera che separa, ma come una membrana che protegge e permette lo scambio.
In particolare, è stato fatto un affondo sulla responsabilità di chi educa, guardando al confine come garanzia di diritti e tutela per i ragazzi nostri destinatari. Allo stesso tempo, ci si è interrogati su come “abitare il limite”, gestendo la prossimità e la giusta distanza, specialmente in un mondo dove i confini digitali e professionali sono sempre più sfumati.

Il tutto è stato vissuto attraverso varie metodologie di carattere dinamico: spunti teorici si sono alternati a role play e ad altre attività pratiche di gruppo, permettendo ai contenuti di farsi vita e alle regole di farsi gesti di cura.
La visita al Museo Casa Don Bosco di Roma è stata un’esperienza immersiva. Sostare nelle stanze interattive del museo non è stato un semplice tour storico, ma un dialogo vivo con la missione salesiana: il ricordare da dove veniamo ha fatto da substrato nell’interrogarsi sul “per chi” e “come” ci si spende nella missione salesiana oggi.
A coronare quest’esperienza, il gruppo ha ricevuto il dono prezioso dell’incontro inaspettato con Don Fabio Attard. Il Rettore Maggiore ha accolto con paternità e spirito di famiglia ciascuno. La sua accoglienza e le sue parole sono state uno sprone a continuare ad educare secondo lo stile di don Bosco.
Ciascuno è tornato presso la propria ispettoria con una consapevolezza rinnovata: il confine che ogni realtà locale presidia quotidianamente è terra sacra. È lì, su quella soglia tra la fatica e la speranza, che ciascuno è chiamato a generare vita. Grazie a questo terzo incontro, la rete delle case famiglia delle FMA in Italia è diventata più forte, pronta a sostenersi, a confrontarsi e anche a condividere ogni piccolo germoglio di bene.


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