
Roma, 22 aprile 2026 – Il 26 aprile 2026, nella IV domenica di Pasqua detta “domenica del buon Pastore”, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Nel suo Messaggio per questa 63a Giornata, Papa Leone XIV ha scelto come tema “La scoperta interiore del dono di Dio” e condivide alcune riflessioni sulla dimensione interiore della vocazione, “intesa come scoperta del dono gratuito di Dio che sboccia nel profondo del cuore di ciascuno di noi”.
Percorrendo metaforicamente il cammino di “una vita veramente bella, che il Pastore ci indica”, compie quattro passaggi: La via della bellezza, Conoscenza reciproca, Fiducia, Maturazione.
Il Messaggio sottolinea l’importanza dell’ascesi nella contemplazione, che permetta alla persona di fermarsi, ascoltare, pregare e accogliere lo sguardo di Dio su di sé al punto di fidarsi del Pastore “che affascina: chi lo guarda scopre che la vita è davvero bella se lo si segue”. Uno dei tratti che contraddistingue i Santi è proprio “la bellezza spirituale luminosa che irradia da chi vive in Cristo. Così la vocazione cristiana si rivela in tutta la sua profondità: partecipare della sua vita, condividere la sua missione, splendere della sua stessa bellezza”.
Portando l’esempio di Sant’Agostino, maestro d’interiorità, Papa Leone parla dell’importanza “della cura dell’interiorità come spazio di relazione con Gesù, come via per sperimentare la bellezza e la bontà di Dio nella propria vita” e della vocazione come dono che “non è mai un’imposizione o uno schema prefissato a cui semplicemente aderire, ma un progetto di amore e di felicità”.
Dalla cura dell’interiorità, “è urgente ripartire nella pastorale vocazionale e nell’impegno sempre nuovo dell’evangelizzazione”, dice il Santo Padre, che invita tutti – famiglie, parrocchie, comunità religiose, vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti, educatori e fedeli laici – “a impegnarsi sempre di più nel creare contesti favorevoli affinché questo dono possa essere accolto, nutrito, custodito e accompagnato per portare abbondante frutto”.
Essendo la vocazione una chiamata unica e personale, essa inizia dall’esperienza personale dell’amore di Dio; quel Dio che conosce e ama profondamente ciascuno/a e che ha per ognuno/a una via unica di santità e di servizio. Questa conoscenza è reciproca e perciò “siamo invitati a conoscere Dio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, i Sacramenti, la vita della Chiesa e la donazione ai fratelli e alle sorelle”.
Il giovane Samuele, che seppe mettersi in ascolto e imparare a riconoscere, con l’aiuto di Eli, la voce del Signore (cfr 1 Sam 3,1-10) e ancora Sant’Agostino, secondo il quale “la Verità abita nell’uomo interiore” ricordano l’importanza di “fermarsi, costruire spazi di silenzio interiore per poter ascoltare la voce di Gesù Cristo”.
Di qui l’appello di Leone XIV: “Cari giovani, ascoltate questa voce! Ascoltate la voce del Signore che vi invita a vivere una vita piena, realizzata, mettendo a frutto i propri talenti (cfr Mt 25,14-30) e inchiodando alla Croce gloriosa di Cristo i propri limiti e le proprie debolezze. Fermatevi, dunque, in adorazione eucaristica, meditate assiduamente la Parola di Dio per viverla ogni giorno, partecipate attivamente e pienamente alla vita sacramentale ed ecclesiale. In questo modo conoscerete il Signore e, nell’intimità propria dell’amicizia, scoprirete come donare voi stessi, nella via del matrimonio, o del sacerdozio, o del diaconato permanente, oppure nella vita consacrata, religiosa o secolare: ogni vocazione è un dono immenso per la Chiesa e per chi la accoglie con gioia”.
È da questa conoscenza che nasce la fiducia nel Signore e si scopre ogni giorno che la vita è “un continuo fidarsi e affidarsi al Signore, anche quando i suoi piani sconvolgono i nostri”. Come San Giuseppe, “un’icona di fiducia totale nel disegno di Dio” e come il Giubileo della Speranza ha insegnato: “occorre coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione”.
La vocazione, dunque, non è meta raggiunta una volta per sempre. Infatti, è “un processo dinamico di maturazione, favorito dall’intimità con il Signore: stare con Gesù, lasciar agire lo Spirito Santo nei cuore e nelle situazioni della vita e rileggere tutto alla luce del dono ricevuto”. In questo cammino continuo di maturazione, sottolinea il Papa, “quanto è prezioso avere una valida guida spirituale che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!” che accompagna nel discernimento e nella verifica alla luce dello Spirito Santo.

Il Capitolo Generale XXIV dell’Istituto FMA ha assunto come prima scelta prioritaria del sessennio l’aspetto vocazionale:
“Ravviviamo e testimoniamo insieme la bellezza della vocazione salesiana ponendoci in stato di formazione continua per un rinnovato slancio vocazionale”. L’attenzione a curare la propria vocazione diventa dunque attenzione affinché i giovani possano “scoprire il mistero di Dio presente nella sua esistenza e le ricchezze della vita battesimale” (Cost 69) e “discernere il disegno di Dio sulla propria vita e ad assumerlo come una missione” (Cost 72).
L’Ambito per la Pastorale Giovanile dell’Istituto ha assunto come uno dei focus della sua animazione per il sessennio “insieme per promuovere la cultura vocazionale”. In questa direzione, l’annuale celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni costituisce un momento forte per rafforzare questo impegno.
Quest’anno, l’Ambito PG ha preparato 5 Schede in 5 lingue, che riprendono le 4 parti del Messaggio. Ogni scheda propone delle semplici piste:
- Breve riflessione su un tema
- Condivisione nel gruppo
- Passare all’azione
- Preghiera
“Accogliamo l’invito a lasciarci affascinare dal Pastore bello, Gesù, e in Lui continuiamo il cammino di scoprire che la vita è davvero bella se Lo si segue”. È l’augurio di suor Runita Galve Borja, Consigliera per la Pastorale Giovanile.
Da https://www.cgfmanet.org/infosfera/chiesa/giornata-mondiale-di-preghiera-per-le-vocazioni-2026/

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