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La sfida del sinodo 2018

Approfon…DIRE, luglio 2017 – A cura di sr. Mara Borsi – A detta di molti e non ultimo Paolo Giulietti, oggi vescovo e anni fa responsabile CEI del Servizio Nazionale di Pastorale giovanile, la vera sfida del Sinodo e del suo percorso preparatorio è quella di riproporre l’incontro di tutta la Chiesa con tutti i giovani. L’intera comunità è il soggetto che è chiamata ad interrogarsi, con l’ausilio del documento preparatorio, sul proprio rapporto con le nuove generazioni, sulle energie, le idee e gli spazi di protagonismo che è disposta a investire; su ciò che di più caro ha dell’esperienza cristiana da proporre loro; sulle inerzie e sulle paure che rendono il rapporto con i giovani ancora più faticoso. Senza comode deleghe ad alcuno, fossero anche specialisti del ramo.

Un vocabolario per i giovani

Approfon…Dire, giugno 2017 – Con questo articolo interrompiamo l’ascolto diretto dei giovani per sottolineare l’importanza per tutta la Chiesa di un Sinodo dedicato a loro nel 2018. L’evento non solo rivela la volontà di ascoltare e capire i giovani ma anche quella di riunirsi tutti per prestare loro la giusta e concreta attenzione.

“Lavoro, oratorio, protagonisti, speranza, futuro, Gesù, vicinanza e ascolto”: sono queste le parole che compongono il vocabolario della Chiesa per i giovani. Parole molto significative per dire che la comunità ecclesiale vuole bene ai giovani ed è determinata a fare spazio perché possano sentirsi accolti, amati, ascoltati.

Un orecchio che ascolta… e riflette

Approfon…Dire, maggio 2017 – a cura di sr. Mara Borsi – In tutti i contesti e nelle diverse culture le giovani generazioni reclamano un orecchio che sappia ascoltare. È l’ascolto che i giovani cercano ovunque: perché se un altro è disposto ad ascoltare significa che esiste qualcuno che si è accorto ed è disponibile all’accoglienza. Negli adolescenti e nei giovani è forte il bisogno di sentirsi riconosciuti, accettati per quello che sono come persone.

La responsabilità

Approfon…Dire, giugno 2017 – a cura di sr. Mara Borsi – Un bastone. Appoggio, guida, cammino. Soprattutto cammino. Un cammino di risposta a un sogno, una chiamata, un progetto. Il bastone è il segno della responsabilità. Essa fa crescere i giovani; li lancia.

Laura. In realtà, al posto di un bastone, io avrei disegnato due grandi mani e la mia figura appoggiata sopra. Per me è questa la responsabilità: sapermi prendere in mano, essere protagonista attiva e fautrice della mia vita, essere cosciente che le mie azioni, anche le più piccole, hanno ripercussioni su larga scala.

Gloria. Sono d’accordo, anche secondo me responsabilità significa accettare e affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Però noi giovani viviamo spesso questo valore come un peso. Credo che non si nasca con il senso di responsabilità, è una dimensione che cresce con il tempo. E noi tendiamo a rimandare il più possibile il cosiddetto “punto di maturazione”, perché essere responsabili costa sacrificio.

Giovani = Cercatori di ascolto

Approfon…DIRE, aprile 2017 – a cura di sr. Mara Borsi – È molto facile per gli adulti sentirsi seminatori, hanno sempre qualcosa da dire a noi giovani. Raramente si sentono “campo” quasi che noi giovani non avessimo mai niente da dire, ma solo da imparare (Ubaldo 18 anni). Gli adulti non danno mai peso alle nostre cose. Anche mio papà e mia mamma non hanno mai bisogno di me, mi fanno sentire inutile (Raffi 15 anni).