Le FMA a Livorno: 150 anni di grazia per continuare a dire ed “essere” grazie

Le FMA a Livorno: 150 anni di grazia per continuare a dire ed “essere” grazie

Nella nostra parrocchia del Sacro Cuore a Colline si sono realizzati alcuni momenti significativi e importanti per noi FMA e per la nostra città in cui Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani di Don Bosco e laici condividono la passione e la missione educativa, come un’unica famiglia che si occupasse dei giovani.

Livorno Colline, 5 giugno 2022 – La ricorrenza del 150° anniversario di fondazione dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è stata un’occasione importante per commemorare l’evento insieme alla famiglia salesiana della Parrocchia e alla comunità educante del Polo scolastico di Livorno.

Nella nostra parrocchia del Sacro Cuore a Colline infatti si sono realizzati alcuni momenti significativi e importanti per noi FMA e per la nostra città in cui Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani di Don Bosco e laici condividono la passione e la missione educativa, come un’unica famiglia che si occupasse dei giovani.

I giovedì della comunità, consuetudine di tutto l’anno, durante il mese di maggio sono stati il momento in si sono realizzati momenti intensi di preghiera, riflessione e vita comunitaria che hanno permesso di mettere in luce il carisma salesiano vissuto al femminile attraverso la riscoperta della figura di Maria Domenica Mazzarello e dello spirito delle prime sorelle di Mornese.

Il rosario ci ha fatto meditare sulla relazione con Maria vissuta e sperimentata come presenza reale ed effettiva nelle case delle Figlie di Maria Ausiliatrice così come disse don Bosco stesso alle suore descrivendo ciò che effettivamente vedeva: “Maria cammina in questa casa”. Maria è una presenza di Madre che orienta a Cristo, previene i bisogni ed accompagna nel cammino della vita.

L’adorazione ha permesso alla comunità di sostare davanti a Gesù Eucarestia e di riscoprire in Lui – con Maria Domenica Mazzarello – il cuore e il centro della vita e della giornata, la sorgente e il fondamento della comunione e della missione; alla scuola di Madre Mazzarello l’unione con il Signore diventa il segreto per fare di tutta la vita, dentro e fuori di chiesa, un sacrificio di lode a Dio.

La lectio sul “Magnificat” di Maria, proposta da sr. Maria Vanda Penna, direttrice della comunità FMA di Mornese, ha fatto riflettere sulla spiritualità del Magnificat propria dell’Istituto. Ripercorrendo il testo di Luca ha evidenziato l’attualità del canto di Maria per l’oggi, in quanto mostra non la realtà come la possiamo vedere con i nostri occhi, ma piuttosto evidenziando lo sguardo di Dio su di noi e la nostra risposta in tre passaggi: lo sguardo di Dio su Mornese, lo sguardo di Mornese su Dio, lo sguardo di Mornese sul mondo e sui giovani.

Da ultimo la testimonianza di due Figlie di Maria Ausiliatrice che hanno espresso con la propria esperienza di vita la creatività dell’Istituto, la vitalità del carisma salesiano al femminile, l’espressione della maternità nella missione educativa.

La Messa concelebrata dai nostri Salesiani in Parrocchia il 5 giugno, nella solennità di Pentecoste, ha concluso e sigillato il percorso svolto. È stato un momento di grazia e di ringraziamento al Signore per il dono ricevuto con la fondazione dell’Istituto e per la vocazione di ogni FMA. All’eucarestia ha partecipato anche l’ispettrice sr. Elide Degiovanni.

La presenza di Salesiani Cooperatori, Exallievi, alunni frequentanti attualmente la scuola con i loro genitori, insegnanti e personale scolastico ha reso più familiare la celebrazione e ha reso evidente sia l’affetto che circonda oggi le suore Figlie di Maria Ausiliatrice sia la riconoscenza a Dio per la loro presenza.

Alla fine di questo percorso, compiuto nel mese di maggio ed arricchito anche dal rosario e dalla Messa nel cortile delle suore il 10 maggio e dalla processione di Maria Ausiliatrice il 24, resta in ciascuno un senso di gratitudine alla Madonna che mai abbandona chi confida in Lei e in tutte le FMA di Livorno la gioia della vocazione salesiana e la consapevolezza della responsabilità di continuare ad essere “monumento vivo” della gratitudine di don Bosco a Maria.

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