Da Pisa a Siena su Taranto

Dalle camere dei Collegio di Pisa, una testimonianza di partecipazione alle giornate della 49° settimana sociale di Taranto.

Pisa, 8 novembre 2021 – Nelle camere del Collegio Universitario di Pisa succedono cose incredibili a volte. Come lunedì 8 novembre, quando Letizia Forzoni è stata invitata a partecipare ad un evento dell'Arcidiocesi di Siena (di cui fa parte) in qualità di Giovane delegata diocesana alla 49° Settimana Sociale, tenutasi a Taranto nel mese di ottobre. Ecco di seguito il suo intervento all’incontro Diocesano “Laudato Si’ e Agenda ONU 2030. Dai principi alle azioni”.

Buona sera a tutte e tutti, sono Letizia Forzoni, studio Scienze Economiche, ho 25 anni. Stasera rappresento la delegazione della nostra Arcidiocesi alla 49esima Settimana Sociale che si è svolta a Taranto dal 21 al 24 Ottobre scorso dal titolo “IL PIANETA CHE SPERIAMO. Ambiente, lavoro, futuro #tuttoèconnesso”. Non c’è tempo per soffermarsi su l’intero programma della Settimana Sociale, per il quale vi rimando al sito ufficiale, ma abbiamo giusto il tempo per riportare alcuni tratti salienti di questa edizione nei suoi contenuti e nel suo stile e mettere in dialogo questi spunti con i temi dell’incontro di stasera. Ci faremo aiutare da 3 parole: CULTURA, CONCRETEZZA, ALLEANZA, cercando di soffermare l’attenzione soprattutto sullo strumento del Manifesto dei giovani, le cui copie sono fruibili e scaricabili in chiesa.

Cultura

Sentiamo e spesso noi stessi parliamo di “transizione ecologica”, ma il vero fondamento della transizione è la conversione e «la prima conversione necessaria per ripristinare l’alleanza con il creato è l’interruzione della violenza» ci ha detto Benedetta Rossi, spiegando come la contaminazione della terra sia nei testi biblici la conseguenza di una precedente prevaricazione sulla vita del fratello. Ecco che i fili del lavoro, della salute e dell’ambiente si intrecciano nella trama dell’ecologia integrale, per cui scopriamo che tutto è interdipendente, e la storia di Taranto ne è stata una testimonianza di ferite e di speranza. Papa Francesco nel suo messaggio all’inizio dei lavori dell’assemblea ci ha appunto ricordato che «ci attende una profonda conversione che tocchi, prima ancora dell’ecologia ambientale, quella umana, l’ecologia del cuore. La svolta verrà solo se sapremo formare le coscienze a non cercare soluzioni facili a tutela di chi è già garantito, ma a proporre processi di cambiamento duraturi, a beneficio delle giovani generazioni». Procedendo ancora un passo in avanti ci possiamo chiedere, basterà quindi avere a disposizione strumenti tecnologici più avanzati per affrontare il cambiamento d’epoca necessario e non rimandabile? La sapienza scientifica e tecnologica, ci ha ricordato Luigina Mortari, ha bisogno di essere accompagnata dall’etica e dalla saggezza, che ci richiamano ai temi della formazione e dell’educazione, in breve: come pensiamo il nostro essere e stare nel creato?

Concretezza

La seconda parola non può non essere concretezza, nello stile di Papa Francesco che si sposa bene con lo spirito di questo appuntamento “Dalle parole ai fatti, dai principi alle azioni” (come ha richiamato l’intervento del cardinale). A Taranto sono state presentate molte esperienze di buone pratiche da tutta Italia: imprese, cooperative, associazioni e diocesi che già sono il presente dell’ecologia integrale. Il confronto è stato rilanciato durante i 90 tavoli di lavoro, costruiti intorno a quattro temi: Sostenibilità e cittadinanza attiva nei territori, Organizzazioni e imprese di ecologia integrale, Rigenerazione urbana e comunità locali, Educare al bene comune. Abbiamo infine dedicato un intero pomeriggio all’incontro di alcune realtà nei comuni limitrofi. Ma concrete sono state anche le conclusioni del convegno affidante a Mons. Santoro, il quale ha riportato la verifica degli impegni della SS di Cagliari ed ha indicato le quattro piste di conversione e di generatività futura per le nostre parrocchie, emerse dalle giornate di Taranto:

  • costruzione di comunità energetiche
  • finanza responsabile
  • consumo responsabile
  • Manifesto dei giovani

Su questo ultimo punto ci soffermeremo tra un attimo.

Alleanza

Dopo cultura e concretezza, chiude il cerchio la parola alleanza che è stata scelta dai giovani per descrivere il cammino, l’esperimento politico di comunità, iniziato prima dell’evento, presentato e proposto a Taranto nella forma del “manifesto per il pianeta che speriamo” adesso strumento nelle mani dei partecipanti e adesso anche vostre. Una nota numerica, che non vuole essere retorica, è che gli under-35 tra delegati diocesani, rappresentanti di movimenti e associazioni, costituivano 1/3 della platea, molti dei quali hanno seguito il convegno nella sua preparazione. Nella descrizione potete leggere che «il manifesto vuole essere modello di condivisione, cooperazione e discernimento collettivo che ci permetta insieme di rigenerare e condividere i rischi della transizione». I verbi, e quindi le azioni dell’alleanza, sono seminare e dare testimonianza continuando a lavorare sulle alleanze create, accompagnare e moltiplicare, incontrare accogliere, ascoltare, annunciare e tenere viva. Si è creata quindi una rete di giovani che coltiveranno alleanze e condivideranno il cammino lungo tappe rigenerative ed agorà digitali, intorno a sette punti cardine:

  1. Far fiorire l’ambiente
  2. Imparare e contribuire insieme
  3. L’imprenditoria dinamica e sostenibile
  4. Tradizione e inclusione nelle comunità locali
  5. Protagonismo e coinvolgimento per continuare a viaggiare
  6. Corresponsabilità condivida per non pesare a nessuno
  7. Generare per vivere

Le tre parole, quindi, sono in relazione: alleanza di giovani e di imprese, buone pratiche che fanno cultura e concretezza per generare speranza e nuova azione. A nome della delegazione e della PS diocesana vi ringrazio per questo tempo di ascolto lungo il cammino dell’Obiettivo2030, occasione per scoprire quello che già c’è di virtuoso in un territorio avanzato e che non parte da zero, ma che ha profonde radici da custodire.

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