Roma, 1° maggio 2011
A Roma dal nuovo Beato
Parma e Bologna gemellati per questo evento così eccezionale! Siamo partite con un pullman di quasi 50 giovani.
Non racconto l’evento perché le immagini che hanno fatto il giro del mondo sicuramente sono capaci di descrivere meglio di me quello che è successo. Tuttavia voglio esprimere un paio di riflessioni che questo evento ecclesiale mi ha suscitato dentro.
Ero stata con altri giovani quando morì Giovanni Paolo II e anche allora mi trovai coinvolta in un fiume di persone e avvolta da una fede che, si sentiva benissimo, era molto più che la somma della fede di ciascuno. Eppure questa volta è stato diverso. Mi sono accorta di essere lì con delle motivazioni personali molto forti. Giovanni Paolo II è sicuramente il Papa che ha segnato in maniera ineguagliabile la mia vita, perché ha contribuito, pur senza saperlo, alla mia scelta vocazionale, ma anche perché è rimasto presente nei miei pensieri come intercessore sicuro quando ho avuto bisogno di chiedere una grazia o un vero miracolo. E mi ha sempre ascoltata.
Mi sono trovata, quindi, con un forte senso di riconoscenza per la vita di quest’uomo, nuovo Beato. Poi, in mezzo alla folla, vedendo chi avevo intorno e le immagini dall’alto che ci venivano proposte sui maxi-schermi, mi sono accorta che ero in mezzo a tutte quelle persone come una goccia nell’oceano. Pensavo a quante vite sono state segnate dalle parole, dai gesti, dalla fede di quest’uomo di Dio, Pontefice per quasi 27 anni! Guardavo negli occhi di tanti la commozione, la gioia e la serietà con cui hanno preso parte alla Messa e ad ogni momento e mi sono detta: “Vedi quanto è grande Dio!”.
Quanto bene da una sola persona! Quanto bene da una sola persona che ha lasciato entrare Dio nella sua vita! Quanto bene può fare Dio attraverso una sola persona che si lascia plasmare dal di dentro e che si lascia trasformare dall’Amore!
DEO GRATIAS diceva il drappo di stoffa che è stato fatto volare simbolicamente. E io ancora, pensando a quell’immagine ripeto “Deo gratias veramente”. Grazie, Signore! Grazie per Giovanni Paolo II, grazie per Benedetto XVI, che con semplicità e verità ha espresso la sua emozione nel dichiarare Beato un suo amico. Grazie perché ancora oggi continui a bussare ai nostri cuori dicendoci che se ci lasciamo plasmare da Te, anche noi potremo cambiare il mondo o almeno la vita dei giovani che ci è dato di incontrare.
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