Nairobi, 17/10/11
Sr Silvia Melandri dal Kenya
Carissime!
Grazie per questo invito a scrivervi, come l’anno scorso, in occasione del mese missionario. Sono un po’ in ritardo, lo so, il mese di ottobre tende alla fine, ma ho voluto aspettare di vivere l’Incontro Interambiti sul Sistema Preventivo a livello della CIAM per condividere qualcosa di questa che, come immaginavo, è stata un’esperienza straordinaria!
Vi scrivo infatti da Nairobi (Kenya), cioè dalla parte opposta del continente africano rispetto a dove si trova la mia comunità (Lomè, Togo). Ho partecipato a questa esperienza, che si è conclusa ieri, in qualità di coordinatrice della Pastorale Giovanile della mia ispettoria (Africa Ovest), incarico che ho assunto da quest’anno.
Domani riprenderò l’aereo per rimettermi a capofitto nella scuola e nella pastorale della Parrocchia, e ritroverò la mia comunità, sempre più “variegata”: alle 6 suore di 6 Paesi diversi si sono aggiunte, la settimana scorsa, 7 ragazze “in ricerca”, provenienti dal Togo (una), dal Benin (2), dal Ghana (una) e dalla Nigeria (tre). Un’allegra famigliola, no?
Ma torniamo al seminario sul Sistema Preventivo.
Ho molta gratitudine nel cuore per avere avuto questa opportunità e, nella preghiera, mi risuona la domanda che è stata sempre il leit motiv della mia vocazione: “Perche proprio a me, Signore?”.
Perché proprio a me la grazia (e la responsabilità) di partecipare a questa riflessione appassionata sul nostro carisma in Africa, sulle sfide dell’evangelizzazione e dell’educazione in questo Continente, sulla significatività o meno delle nostre risposte, sulle istanze formative da colmare nelle nostre comunità educanti?
Perché a me la grazia di conoscere tante sorelle, missionarie come africane, così impegnate e “donate” alla causa dei giovani? Di ascoltare esperienze diversissime e bellissime (pur con i limiti propri di ogni realtà umana) di promozione delle bambine e delle ragazze in Lesotho, di volontariato giovanile in Kenya, di formazione degli animatori in Madagascar, di educazione alla pace nella scuola nell’appena nato Sud Sudan, di educazione alla preghiera e al silenzio in Angola?
Questo aumento di conoscenze ha aumentato in me anche l’amore per il Continente africano e la voglia di impegnarmi di più. Mi è apparso ancora più chiaro come la nostra missione di ogni FMA sia davvero cruciale: non si tratta di far “ passare bene il tempo” ai nostri bambini e giovani, ma di condurli davvero alla fonte della salvezza, del senso della vita che è Gesù e di abbattere insieme a loro, con la forza del Vangelo, le strutture di peccato che li e ci opprimono.
E anche il mio senso di appartenenza al nostro Istituto si è rafforzato: la presenza di 4 Consigliere Generali (Pastorale, Formazione, Comunicazione, Missioni) venute per ascoltarci, illuminarci, sostenerci, mi ha fatto toccare con mano la “sollecitudine materna” di Maria che si mette in viaggio per aiutare e nel farlo porta Gesù!
E poi lo spirito di famiglia nelle relazioni, la comunione con il Centro.... sarebbero tantissime le cose da dire e ho già scritto troppo! Ma ci tenevo a condividere con voi, care sorelle della mia ILS, la certezza che il nostro carisma è più vivo che mai e la nostra vocazione... “oh qual sorte”!
Vi lascio con una frase di Santa Teresa che ho meditato il giorno della sua festa e che dice più o meno cosi: “Il Signore non forza nessuno, prende quello che gli diamo. Però non si dà totalmente a chi non si dà totalmente a Lui”.
Aiutamioci a vicenda a donarci totalmente a Lui per la salvezza dei giovani di tutto il mondo!
Un abbraccio carico di affetto!
Sr Silvia
Commenti
Anche la nostra comunità è stata rallegrata e ravvivata da 5 bellissime giovani ... non resta che ringraziare e restare umili. Aspettiamo presto altre tue notizie, nel frattempo sentiti ricordata e accompagnata da tanta preghiera.
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