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"Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio" (Mc 16,15-20)

 

Buona preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice - Scarica e leggi IlSito di aprile


 

MGS Lombardia-Emilia Romagna, 12-17 giugno 2011

CESENATICO – Campo Animatori 2011

Anche quest’anno “Cesenatico” si è concluso: è stata la prima esperienza per tutti quei ragazzi (120!) che dagli Oratori salesiani di Lombardia ed Emilia Romagna hanno accettato di vivere questa settimana di formazione, con l’obiettivo di scoprire quale sia il profilo dell’animatore salesiano: una “veste” che già adesso - mentre state leggendo questo articolo - stanno sfoggiando nei loro ambienti. Dico bene, proprio ‘veste’, perché il tema del campo: “Fatti su misura” ci dice che da sempre siamo stati pensati, tagliati, intrecciati, colorati ed impiegati per una dignità altissima, e per dare dignità ad altri.

E che bello poter dire che davvero “ci sia buona stoffa” in questi ragazzi, che affrontano con entusiasmo e capacità le varie attività proposte, senza paura, senza timori!

 

Sono state giornate intensissime, che hanno visto susseguirsi i 6 laboratori pensati per preparare i ragazzi: a partire dall’individuazione dell’identità dell’animatore secondo la Spiritualità Giovanile Salesiana, attraverso i 5 pilastri su cui si fonda questa figura (“noi facciamo consistere la santità nello stare sempre molto allegri”, è ciò che di più prezioso porto a casa); proseguendo per l’attività del cortile, che tocca più concretamente il sistema preventivo di don Bosco nelle attività quotidiane. E poi il cerchio di gioia, finalizzato all’acquisizione di idee e tecniche di accoglienza e animazione di gruppo; il laboratorio di manualità, quell’imparare a fare e a sviluppare attitudini creative che tanto è caro nella crescita dei nostri giovani; l’inventa - giochi, in grado di rivelarci i diversi aspetti educativi con i quali possiamo crescere e far crescere anche attraverso il semplice gioco; e, permettetemi, il laboratorio più difficile ma anche forse il più bello, l’espressione teatrale, che oltre a darci delle dritte sugli aspetti comunicativi delle nostre scenette, ci impone di metterci in gioco, di scegliere un ruolo, di salire e stare su quel palco che poi altro non è che la vita di tutti i giorni.

Intervallato a tutto ciò, due cose essenziali: i momenti di spiritualità, che ci hanno resi ancora più vicini a Lui attraverso le celebrazioni eucaristiche, le preghiere del buongiorno, le stupende buone-notti dei grandi capi, i momenti di veglia e di riconciliazione, i momenti semplici in cui ci siamo fermati e abbiamo posto su di Lui il nostro sguardo, a Lui indirizzato il nostro pensiero, per Lui e con Lui il vissuto il nostro quotidiano. E poi quel clima da campo, quello per cui abbiamo sentito che tutto stava girando veramente bene, che ci ha permesso di sentirci riempiti anche nelle piccole cose...

Come non essere riconoscenti agli organizzatori di tutto questo, architetti attenti al minimo dettaglio, sicché l’opera fosse davvero di notevole fattura … : un grazie se lo meritano davvero tutti.

Un augurio finale: che questi giovani siano davvero la pezzuola di stoffa che don Bosco stritola tra le mani, perché possano diventare un bellissimo abito per il Signore.

(da una lettera di Paolo Foschetti – Giovane in Servizio Civile all’Oratorio salesiano di Brescia)

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