Get Adobe Flash player
<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
 
1516
25
2830   

"Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio" (Mc 16,15-20)

 

Buona preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice - Scarica e leggi IlSito di aprile


 

Rivista DMA – gennaio/febbraio 2012
Nei solchi dei 140 anni

In questi giorni è arrivato nelle vostre comunità il primo numero della rivista DMA 2012. La rivista propone nel dossier di apertura, in occasione del 140° anno di fondazione del nostro Istituto, una riflessione che intende aiutare a vivere questo tempo tra memoria e profezia, in una dialettica di creatività e tradizione.

 

In un processo di fedeltà creativa. Come lettura, per invitarvi a leggere la rivista, vi proponiamo l’editoriale scritto per l’occasione dalla nostra Madre Yvonne e una parte del dossier n. 1.

Fare memoria Vivere la profezia

Ho la gioia di introdurre una tematica che mi sta particolarmente a cuore. Memoria e profezia è il tema dell’annata 2012 che Da mihi animas intende proporre. Fare memoria sa di radici, di origini. Per noi sono le origini carismatiche. La vita cresce sul passato ed è impastata di novità, di sfide e opportunità inedite. Essere fedeli alle origini è riattualizzare il carisma,mettere i colori al disegno abbozzato da don Bosco e rifinito al femminile da Madre Mazzarello.
Fare memoria è atteggiamento propriamente eucaristico. Gesù affida alla memoria la celebrazione del suo mistero di morte-risurrezione nell’attesa della sua venuta.
Nessun futuro senza radici. Oggi i giovani sembrano aver perduto la memoria e smarrito il bisogno di situarsi nel cammino delle generazioni precedenti. Vivono un po’ come sradicati e sospesi e questo li rende inquieti, incerti nell’assumere impegni per il futuro. Una situazione che potrebbe toccare anche le nostre comunità. Se ci allontaniamo dalla sorgente non riusciamo più a collocarci nella genealogia di persone che hanno costruito il presente. Edificare bene l’oggi è preparare il futuro dei giovani.
Vivere la profezia è essere fedeli a Dio che ci accompagna lungo il tempo, è memoria che si proietta nel futuro, obbedienza nell’amore che diventa ascolto di persone, eventi, situazioni che continuamente ci interpellano. La profezia è presente dalle nostre origini. Adattarsi, evolvere, guardare in avanti non è solo un imperativo del nostro tempo. È la storia di ogni vita umana che non si accontenta di essere ripetitiva,ma cerca di cogliere la novità nelle vicende che Dio attraverso le circostanze disegna per lei.
Quest’anno ricorre il 140° dell’Istituto e nel ricordo emerge il suo cammino di santità, che è fedeltà creativa. Quanti cambiamenti Mari a Domenica ha dovuto affrontare nella sua vita! Ha potuto farlo perché ruotava attorno a un centro in grado di unificare le diverse esperienze: la chiamata misteriosa - A te le affido - era principio organizzatore che ha illuminato di senso i cambiamenti e facilitato la loro integrazione armonica. Anche oggi siamo chiamate ad essere fedeli alla storia, a un passato di santità che è premessa per un futuro ricco di speranza. Dialogare, ascoltare, progettare, raccontare, riappassionarci: sono i verbi che con umiltà e audacia vogliamo coniugare nell’oggi storico che ci è dato di vivere. Le pagine del DMA ci aiuteranno a farlo.
Madre Yvonne Reungoat

Nei solchi dei 140 anni
«La nostra esperienza vocazionale si inserisce nei solchi tracciati da chi ci ha preceduto nella storia della salvezza e da generazioni di sorelle che, attraverso modalità e tempi diversi, hanno realizzato l’alleanza d’amore con Gesù dedicandosi, come don Bosco e Maria Domenica Mazzarello, alla missione evangelizzatrice educando» (Progetto formativo 5).
L’oggi di Mornese
Il Progetto formativo evoca immagini di solchi, strade, cammini, nell’ottica dell’alleanza, patto di Amore della fedeltà di Dio di generazione in generazione. Anche l’oggi della nostra storia continua questa ininterrotta semina in solchi fecondi o appena dissodati, in zolle ruvide o in una terra promettente. Il solco aperto a Mornese ancora accoglie il seme, produce steli, dà frutto. Perché è irrorato dalla brezza dello Spirito, custodito dall’aiuto di Maria, coltivato da migliaia di sorelle che collaborano alla sua fecondità.
Che cosa significa attualizzare Mornese?
Lo abbiamo chiesto recentemente ad alcune sorelle.
M. Antonia Colombo condivide la convinzione che è «la fedeltà creativa a rendere attuale lo spirito di Mornese nelle diverse modalità richieste dall’ambiente in cui operiamo. La fedeltà suppone conoscenza e amore: conoscenza delle origini della nostra famiglia religiosa, del contesto culturale in cui essa nasce e si sviluppa, in risposta a una sorprendente chiamata di Dio che trova nell’amore la forza per superare le difficoltà, accettando cambiamenti e imprevisti. Da qui nasce l’umile coraggio di nuove realizzazioni che sono creative rispetto al passato,ma fedeli allo spirito delle origini».
Per una sorella africana, suor Chantal, è essenziale «rendere Mornese presente, ravvivando
in noi lo spirito che animava le prime Sorelle e viverlo nella concretezza di ogni giorno. Renderlo attuale nella nostra vita, nelle comunità e nella missione, certe che anche noi, nonostante le diversità sociali e culturali e le sfide del nostro tempo, possiamo fare della nostra casa la casa dell’amor di Dio».
Suor Marilena, italiana, ribadisce che «l’oggi di Mornese è far rivivere nelle nostre case lo spirito di unità, fede, carità, abbandono fiducioso a Dio, gioia profonda e umiltà. È avere il coraggio della santità e credere che anche oggi è possibile fare di ogni comunità la casa dell’amor di Dio».
Secondo suor Edna Mary, dall’Oceania, «… è tornare costantemente alle sorgenti del nostro patrimonio emetterle in relazione con la realtà della vita concreta quotidiana. Una delle fonti essenziali che sostiene la mia spiritualità di FMA è costituita dalle Lettere di Maria D. Mazzarello. In esse ho trovato innumerevoli tesori che permettono a tutte noi, ovunque viviamo, qualunque sia la nostra età, di “attualizzare” in modo autentico Mornese».
È importante «riportare il clima mornesino nella Famiglia Salesiana – afferma suor Glorina, sorella asiatica – nelle comunità educanti e nella vita di ognuna di noi fma non solo nella memoria, ma nel permettere allo spirito di Mornese di scorrere nelle vene del nostro essere. Si tratta di animare ogni giorno con il fuoco dell’amore, nelle sue espressioni di sacrificio, disponibilità, fiducia, perdono, accettazione, comprensione e, soprattutto, con il coraggio della verità».
Dall’America, suor Adair conferma che «oggi bisogna ‘aggiornare’ Mornese. Ma come? Col fare in modo che quelle esperienze educative ed evangelizzatrici nate in un piccolo paese, adeguate ai bisogni e alle realtà del posto, si allarghino ai nuovi ‘areopaghi’della cultura giovanile, ai nuovi contesti del mondo globalizzato. Ancor di più, che davanti alle sfide e complessità della vita odierna, sappiamo adeguare metodi e contenuti, educare e formare i giovani affinché possano fare esperienza dell’amore di Dio, seguire i valori del Sistema Preventivo e così contribuire alla costruzione di una società più umana, etica, giusta e solidale» …
Giuseppina Terruggi

Aggiungi commento