Commissione "anzianità"
L'età dell'oro
Domenica 29 novembre 2009 è iniziato l’Avvento e la novena dell’Immacolata, ma questa data rappresenta anche l’inizio di una nuova commissione ad hoc, quella dell’anzianità, che finalmente si è costituita e ha avviato la riflessione sulle strategie che nella nostra Ispettoria abbiamo intenzione di mettere in atto riguardo a questa età della vita. Le persone presenti erano state individuate dal Consiglio ispettoriale per iniziare a pensare insieme e sono: la commissione formazione, la psicologa suor Silvia Turrisi, suor Paola Della Ciana in qualità di medico con esperienza di accompagnamento di persone ammalate e non solo anziane, la direttrice di Alassio suor Giovanna Magenis con suor Carla Bartoli, infermiera e animatrice delle suore di quella comunità, suor Palmira De Fortunati di Livorno Santo Spirito e suor Maria Mencarini, in quanto autrice della bozza di progetto per l’anzianità “L’età dell’oro”; a queste se ne potranno aggiungere altre così come altre potrebbero non continuare ad essere presenti.La neo commissione ha iniziato a lavorare prendendo in esame le risposte che il Consiglio ispettoria ha elaborato per il questionario sull’invecchiamento dell’istituto, arrivato dall’ambito della formazione del Consiglio generalizio.
Tra le diverse richieste, il questionario sollecitava a fornire alcuni dati quantitativi. Questi li riportiamo anche in questo articolo perché fanno pensare e sono stati anche per la neo commissione una bella provocazione iniziale.
L’età media della nostra Ispettoria è di 73,36 anni. Siamo 395 suore (ad oggi) così ripartite: 18 entro i 45 anni (4,56%); 66 dai 45 ai 65 anni (16,71%) e 311 dai 66 anni in poi (78,73 %). Tre suore su quattro della nostra ispettoria sono da considerare appartenenti alla fascia della terza età (secondo il Progetto formativo).
Provando a scorporare il numero del terzo gruppo si ha questa situazione: 52 suore hanno dai 66 ai 70 anni, 136 dai 71 agli 80; 104 dagli 81 ai 90 e 19 dai 91 in su.
Attualmente abbiamo due case per sorelle anziane e la terza, quella di Livorno, è in ristrutturazione; sarà completamente pronta da settembre 2010. Sono molte le comunità, come Bibbiano e Genova, ad esempio, che hanno un nucleo forte di anziane.
All’analisi dei dati ha fatto seguito una condivisione libera a partire dai bisogni dell’anzianità: esperienze e conoscenze si sono mutuamente scambiate e integrate. La malattia va distinta dall’anzianità; si può essere anziane e si può essere anziane ammalate. Questo chiede interventi diversi e la tentazione è quella di considerare l’anzianità già una malattia. Questo non sembra giusto, anche se sicuramente in questa fase della vita è più facile sentire il peso di un corpo non più efficiente come prima. In pratica non vogliamo che le nostre case per anziane siano delle cliniche, dei piccoli ospedali dove la suora è vista come un degente e non come un membro effettivo della comunità.
Va sostenuto (e non solo per le sorelle già anziane) con adeguati interventi formativi ed esperienze un processo di conoscenza di se stesse, del proprio corpo, della cura di sé (alimentazione, igiene, salute e prevenzione), del differenziarsi nell’arco della vita del modo di mettersi in relazione, di gestire l’affettività, la comunicazione interpersonale, il lavoro, la preghiera e l’elaborazione del pensiero.
Si è parlato di individuare nuove responsabilità per dare effettivamente gambe al progetto anziane: al consiglio ispettoriale verrà presentata la proposta di individuare una consigliera (tra le già esistenti) che si incarichi specificamente di seguire le strategie formative e di intervento con le sorelle anziane (coordinamento della commissione ad hoc, che potrebbe ricevere un mandato di tre anni per implementare il progetto, individuazione tra le suore dell’ispettoria di chi potrebbe assicurare un aiuto alla spiritualità e alla valorizzazione della laboriosità delle anziane delle diverse case, coordinamento degli esercizi spirituali nelle case per anziane); verrà presentata anche una proposta di come riorganizzare la comunità di Livorno Santo Spirito, che dall’anno prossimo, rimanendo sempre unica comunità vedrà aumentare il numero delle sorelle anziane e anche ammalate. L’ipotesi fatta per Livorno vorrà essere esperienza pilota per reimpostare eventualmente anche la vita delle altre comunità per anziane e potrà dare suggerimenti per permettere una vita migliore anche ai nuclei di sorelle della terza età presenti nelle altre comunità.
Il lavoro della commissione si è concluso nel primo pomeriggio con la rilettura e l’integrazione della bozza del progetto “Età dell’oro”.
Soddisfatte per il primo incontro la commissione si è data appuntamento per maggio 2010, quando nell’incontro direttrici e consigli si riserverà un tempo di formazione all’anzianità.
Tra le diverse richieste, il questionario sollecitava a fornire alcuni dati quantitativi. Questi li riportiamo anche in questo articolo perché fanno pensare e sono stati anche per la neo commissione una bella provocazione iniziale.
L’età media della nostra Ispettoria è di 73,36 anni. Siamo 395 suore (ad oggi) così ripartite: 18 entro i 45 anni (4,56%); 66 dai 45 ai 65 anni (16,71%) e 311 dai 66 anni in poi (78,73 %). Tre suore su quattro della nostra ispettoria sono da considerare appartenenti alla fascia della terza età (secondo il Progetto formativo).
Provando a scorporare il numero del terzo gruppo si ha questa situazione: 52 suore hanno dai 66 ai 70 anni, 136 dai 71 agli 80; 104 dagli 81 ai 90 e 19 dai 91 in su.
Attualmente abbiamo due case per sorelle anziane e la terza, quella di Livorno, è in ristrutturazione; sarà completamente pronta da settembre 2010. Sono molte le comunità, come Bibbiano e Genova, ad esempio, che hanno un nucleo forte di anziane.
All’analisi dei dati ha fatto seguito una condivisione libera a partire dai bisogni dell’anzianità: esperienze e conoscenze si sono mutuamente scambiate e integrate. La malattia va distinta dall’anzianità; si può essere anziane e si può essere anziane ammalate. Questo chiede interventi diversi e la tentazione è quella di considerare l’anzianità già una malattia. Questo non sembra giusto, anche se sicuramente in questa fase della vita è più facile sentire il peso di un corpo non più efficiente come prima. In pratica non vogliamo che le nostre case per anziane siano delle cliniche, dei piccoli ospedali dove la suora è vista come un degente e non come un membro effettivo della comunità.
Va sostenuto (e non solo per le sorelle già anziane) con adeguati interventi formativi ed esperienze un processo di conoscenza di se stesse, del proprio corpo, della cura di sé (alimentazione, igiene, salute e prevenzione), del differenziarsi nell’arco della vita del modo di mettersi in relazione, di gestire l’affettività, la comunicazione interpersonale, il lavoro, la preghiera e l’elaborazione del pensiero.
Si è parlato di individuare nuove responsabilità per dare effettivamente gambe al progetto anziane: al consiglio ispettoriale verrà presentata la proposta di individuare una consigliera (tra le già esistenti) che si incarichi specificamente di seguire le strategie formative e di intervento con le sorelle anziane (coordinamento della commissione ad hoc, che potrebbe ricevere un mandato di tre anni per implementare il progetto, individuazione tra le suore dell’ispettoria di chi potrebbe assicurare un aiuto alla spiritualità e alla valorizzazione della laboriosità delle anziane delle diverse case, coordinamento degli esercizi spirituali nelle case per anziane); verrà presentata anche una proposta di come riorganizzare la comunità di Livorno Santo Spirito, che dall’anno prossimo, rimanendo sempre unica comunità vedrà aumentare il numero delle sorelle anziane e anche ammalate. L’ipotesi fatta per Livorno vorrà essere esperienza pilota per reimpostare eventualmente anche la vita delle altre comunità per anziane e potrà dare suggerimenti per permettere una vita migliore anche ai nuclei di sorelle della terza età presenti nelle altre comunità.
Il lavoro della commissione si è concluso nel primo pomeriggio con la rilettura e l’integrazione della bozza del progetto “Età dell’oro”.
Soddisfatte per il primo incontro la commissione si è data appuntamento per maggio 2010, quando nell’incontro direttrici e consigli si riserverà un tempo di formazione all’anzianità.
Commenti
Ora però vedo che state lavorando sodo e siete partite in quinta, pensavo quasi fosse tutto morto. Sono contenta perchè ormai vado anch'io verso la terza età.
Saluti e buon lavoro
Sr DG
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