Bologna 23/25 ottobre – Una risonanza sull'incontro delle suore giovani
Il valore dell'Accompagnamento nel cammino della vita spirituale
Primo incontro dell’anno per le suore giovani dell’Ispettoria, intorno a un tema che da sempre sta a cuore al nostro Istituto: l’accompagnamento. Gli spunti di don Mario Guariento, che partendo dagli stimoli degli Atti del CG XXII (nn. 35 e 36), ha sollecitato la nostra riflessione, sono passati velocemente da un ‘teoria’ dell’accompagnamento ad un parallelo concreto con la nostra esperienza di vita consacrata salesiana. Prima di raccontare brevemente quanto ricevuto in questi giorni, vorrei ringraziare per queste giornate che sono state allo stesso tempo proposta di riflessione e piccola esperienza di accompagnamento con le ragazze del Gruppo Ricerca che si incontravano nella stessa casa di Bologna e con cui abbiamo avuto modo di vivere alcuni momenti di condivisione, di fraternità e di preghiera.
Difficile sintetizzare i contenuti, ma voglio provare a mettere in fila almeno i punti salienti della riflessione offerta e le domande più forti che sono emerse dalla nostra riflessione. Tra i punti fermi, il più forte forse è che l’accompagnamento è la dimensione più importante e più disattesa della vita spirituale. Spesso, infatti, nella nostra vita di attività intensa, rischiamo di autogiustificare il nostro individualismo spirituale e costruirci una vita spirituale “fai da te” che è ben diversa da quella che chiamiamo ‘autoformazione’. Sulla scia di questa provocazione, siamo state sollecitate a riflettere sulla conversione richiesta dal Capitolo, che non è nell’ordine di un cambiamento radicale di rotta, ma piuttosto, come Madre Yvonne sottolineava anche nella circolare 903, sulla linea della necessità di un cammino di trasformazione e di armonizzazione della nostra vita spirituale intorno a Gesù. In questo senso, l’accompagnamento diventa indispensabile in ogni età della vita. Soltanto una persona che noi stesse abbiamo ‘eletto’ come accompagnatore della nostra vita spirituale, potrà aiutarci a svegliarci dal nostro torpore, smascherando l’inganno che spesso noi stesse ci costruiamo e che, in maniera molto sottile, deturpa ed indebolisce la nostra vita spirituale.
Tra le provocazioni emerse nella condivisione semplice che abbiamo avuto tra noi, vorrei rilanciarne qualcuna: la prima è a livello personale perché ci siamo chieste quante volte pur credendo all’importanza dell’accompagnamento, ci autogiustifichiamo per non iniziare o non proseguire con costanza un cammino di accompagnamento. La seconda potrebbe essere a livello comunitario, poiché ci siamo fermate a condividere in quale misura l’accompagnamento si può trasformare in un autentico accompagnamento reciproco all’interno delle nostre comunità, soprattutto quando, a volte, si tende a scadere in commenti poco costruttivi o in atteggiamenti che non edificano.
La nostra proposta è di prendere sul serio la nostra vita spirituale, ognuno la sua e comunitariamente quella di tutte, perché il nostro vivere e lavorare insieme sia sempre più, secondo le Costituzioni, una realizzazione della comunità dell’amor di Dio, dove i giovani stanno bene e si interrogano sulla loro vita facendosi affascinare da un vivere evangelico che promette e dona una gioia interiore che è più forte di ogni difficoltà ed incomprensione.

Il valore dell'Accompagnamento nel cammino della vita spirituale
Primo incontro dell’anno per le suore giovani dell’Ispettoria, intorno a un tema che da sempre sta a cuore al nostro Istituto: l’accompagnamento. Gli spunti di don Mario Guariento, che partendo dagli stimoli degli Atti del CG XXII (nn. 35 e 36), ha sollecitato la nostra riflessione, sono passati velocemente da un ‘teoria’ dell’accompagnamento ad un parallelo concreto con la nostra esperienza di vita consacrata salesiana. Prima di raccontare brevemente quanto ricevuto in questi giorni, vorrei ringraziare per queste giornate che sono state allo stesso tempo proposta di riflessione e piccola esperienza di accompagnamento con le ragazze del Gruppo Ricerca che si incontravano nella stessa casa di Bologna e con cui abbiamo avuto modo di vivere alcuni momenti di condivisione, di fraternità e di preghiera.
Difficile sintetizzare i contenuti, ma voglio provare a mettere in fila almeno i punti salienti della riflessione offerta e le domande più forti che sono emerse dalla nostra riflessione. Tra i punti fermi, il più forte forse è che l’accompagnamento è la dimensione più importante e più disattesa della vita spirituale. Spesso, infatti, nella nostra vita di attività intensa, rischiamo di autogiustificare il nostro individualismo spirituale e costruirci una vita spirituale “fai da te” che è ben diversa da quella che chiamiamo ‘autoformazione’. Sulla scia di questa provocazione, siamo state sollecitate a riflettere sulla conversione richiesta dal Capitolo, che non è nell’ordine di un cambiamento radicale di rotta, ma piuttosto, come Madre Yvonne sottolineava anche nella circolare 903, sulla linea della necessità di un cammino di trasformazione e di armonizzazione della nostra vita spirituale intorno a Gesù. In questo senso, l’accompagnamento diventa indispensabile in ogni età della vita. Soltanto una persona che noi stesse abbiamo ‘eletto’ come accompagnatore della nostra vita spirituale, potrà aiutarci a svegliarci dal nostro torpore, smascherando l’inganno che spesso noi stesse ci costruiamo e che, in maniera molto sottile, deturpa ed indebolisce la nostra vita spirituale.
Tra le provocazioni emerse nella condivisione semplice che abbiamo avuto tra noi, vorrei rilanciarne qualcuna: la prima è a livello personale perché ci siamo chieste quante volte pur credendo all’importanza dell’accompagnamento, ci autogiustifichiamo per non iniziare o non proseguire con costanza un cammino di accompagnamento. La seconda potrebbe essere a livello comunitario, poiché ci siamo fermate a condividere in quale misura l’accompagnamento si può trasformare in un autentico accompagnamento reciproco all’interno delle nostre comunità, soprattutto quando, a volte, si tende a scadere in commenti poco costruttivi o in atteggiamenti che non edificano.
La nostra proposta è di prendere sul serio la nostra vita spirituale, ognuno la sua e comunitariamente quella di tutte, perché il nostro vivere e lavorare insieme sia sempre più, secondo le Costituzioni, una realizzazione della comunità dell’amor di Dio, dove i giovani stanno bene e si interrogano sulla loro vita facendosi affascinare da un vivere evangelico che promette e dona una gioia interiore che è più forte di ogni difficoltà ed incomprensione.

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