1859 - 2009
La Congregazione Salesiana compie 150 anni
«Abbiamo una bella storia da ricordare e, raccontandola,
abbiamo ancora una storia significativa da rifare»
Dalla Lettera di don Pascual Chavez, IX successore di San Giovanni Bosco 

Il 18 dicembre ci sentiamo in comunione con i Salesiani
che rinnovano la loro professione religiosa
a conclusione del 150° di fondazione della Congregazione:
è un evento di Famiglia Salesiana!
Direttamente dalla Lettera del Rettor Maggiore, alcune sottolineature, spunti e interrogativi per vivere il centocinquantenario come momento di Grazia carismatica
Un sommario... a "interrogativi carismatici"
1. Quale don Bosco "rifare"?
2a. Anche per noi oggi i e le giovani sono la "strada giusta"?
2b. A quali "temerarietà" sappiamo chiamare i nostri e le nostre giovani?
3. Le costituzioni per SdB e FMA, i Regolamenti per i Cooperatori: sono "via di Fedeltà"?
4. Ci sentiamo parte dell'"albero" della Famiglia Salesiana?
1. Quale storia ricordare, raccontare e rifare? Quale don Bosco, vogliamo ricordare, raccontare e rifare?

Clicca e leggi l'articolo di don Francesco Motto
A quale don Bosco vogliamo ritornare?

Quale don Bosco "rifare"?
2. Dobbiamo narrare ai giovani la storia degli inizi della Congregazione e "dell'avventura Salesiana", della quale furono i giovani i 'confondatori'.
Due intuizioni/scelte fondamentali di Don Bosco ci interpellano e che ci mettono in discussione
a. Don Bosco intuì (sognò...) che per la sua Congregazione la strada giusta era quella della giovinezza.
Il sogno delle tre fermate e il sogno del pergolato di rose

Anche per noi oggi i e le giovani sono la "strada giusta"?
b. Don Bosco non aveva paura a chiamare i suoi giovani ad imprese coraggiose e, umanamente parlando, temerarie.
Il colera e la prima spedizione missionaria

A quali "temerarietà" sappiamo chiamare i nostri giovani e le nostre giovani?
3. Il sogno della Società salesiana "Consacrata". Come simbolo e come "Sintesi": La prima fotografia voluta da Don Bosco, con i missionari e la consegna a don Cagliero delle Costituzioni

"Novembre 1875. Don Bosco sta per coronare il sogno di mandare i primi missionari salesiani nell’America del Sud, verso la Patagonia. E, per la prima volta nella sua vita, vuole una fotografia. Deve immortalare l’avvenimento, per farlo conoscere in grande, e perché serva di stimolo ai Salesiani e ai loro giovani. Per questo si rivolge al più qualificato fotografo di Torino, Michele Schemboche.1 Nello studio del fotografo posa con i dieci missionari in ‘veste ufficiale’. La fotografia mostra nei particolari tutta l’importanza che Don Bosco desidera dare all’avvenimento: i partenti vestono alla spagnola col mantello caratteristico e su di essi spicca il Crocifisso dei Missionari, il console argentino è in grande uniforme, Don Bosco indossa il ferraiolo e lo zucchetto come nelle grandi occasioni in cui si presenta al Papa, e posa mentre consegna al capo della spedizione don Cagliero un libro: sono le Regole della Società Salesiana. Egli desidera dar rilievo a questo gesto, che per lui ha un profondo significato.
Scriverà don Rua, suo Successore: “Quando il Venerabile Don Bosco inviò i suoi primi figliuoli in America, volle che la fotografia lo rappresentasse in mezzo a loro nell’atto di consegnare a don Giovanni Cagliero, capo della spedizione, il libro delle nostre Costituzioni. Quante cose diceva Don Bosco con quell’atteggiamento! Era come dicesse: «Voi traverserete i mari, vi recherete in paesi ignoti, avrete da trattare con gente di lingue e costumi diversi, sarete forse esposti a gravi cimenti. Vorrei accompagnarvi io stesso, confortarvi, consolarvi, proteggervi. Ma quello che non posso fare io stesso, lo farà questo libretto. Custoditelo come prezioso tesoro»”.2
1 G. Soldà, Don Bosco nella fotografia dell’800. 1861-1888 (Torino: SEI, 1987) p. 124.
2 Lettere circolari di Don Rua ai Salesiani (Torino: Tipografia Salesiana, 1910) p. 409.


Le costituzioni per SdB e FMA, i Regolamenti per i Cooperatori:
sono "via di Fedeltà"?
4. Famiglia Salesiana: nel sogno di Don Bosco e per rinnovare la "storia"
"Dobbiamo crescere nella coscienza che don Bosco non ha pensato solo ad una Congregazione, ma da sempre ha voluto creare un "vasto movimento di persone che, in vari modi, operano per la salvezza della gioventù" (Cost. SdB 5)."

L'Istituto delle FMA è "donboschiano"!
Guarda il ppt (il testo completo non è ancora edito...)
dell'intervento di sr Grazia Loparco al Convegno di studi in occasione del 150°:
Riverberi del modello religioso donboschiano
nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Ci sentiamo parte dell'"albero" della Famiglia Salesiana?
Commenti
- via Crucis il venerdì Santo con i giovani del Carcere minorile di Casal del Marmo (Roma)
- Oratorio tra le tende ogni fine settimana dal lunedì dell'Angelo a inizio estate in un paesino vicino a L'Aquila
I giovani non solo sono capaci di rispondere a grandi proposte, ma sono capaci di esserne promotori... e ci vogliono tra loro quando le attuano!
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