Sr Ottavia e Sr Pierina
Da cinquant’anni suore
Ecco il saluto di un rappresentante della Val di Scalve che all’inizio della celebrazione eucaristica ha salutato sr Ottavia Magri, della comunità di Rimini, e sr Pierina Tagliaferri, della comunità di La Spezia, le nostre due sorelle che festeggiano il loro 50° di Professione Religiosa … E’ l’espressione grata e sentita di un intero paese: sabato 10 luglio a Vilminore e domenica 11 a Pezzolo.
“Cinquant’anni! Un bel traguardo per tutte e due! Ma sono passati così in fretta questi anni” … sembrano dire sr Ottavia e sr Pierina.
Sembra ieri infatti a sr Ottavia, quando ha detto per la prima volta alla sua mamma ed ai suoi familiari, che voleva farsi suora. E loro le hanno creduto subito. Non c’era proprio motivo di scherzare su un argomento così serio. La sua mamma specialmente le disse che aveva sempre desiderato che una delle sue figlie scegliesse di servire il Signore.
Avevano vent’anni sr Ottavia e venticinque sr Pierina quando si ritrovarono in mano questo prezioso dono della vocazione religiosa. L’incontro con Gesù, che chiama, è sempre un fatto misterioso e travolgente, non può mai lasciarci indifferenti. Inoltre il suo fascino non teme concorrenti … e sa sempre ripagare con il ... “centuplo quaggiù e l’eternità”.
Suor Pierina e suor Ottavia hanno giocato bene il dono che si sono trovate in mano e noi siamo lieti di ritrovarci qui oggi a ringraziare il Signore con loro e per loro.
Anche sr Pierina fatica a credere che siano passati cinquant’anni da quella sera in cui ha parlato a lungo con la sua mamma (il papà era già morto), circa il suo desiderio di farsi suora. E la sua mamma, da grande donna di fede qual era, non solo accettò volentieri di donare questa sua figlia al Signore, ma la benedisse e le assicurò che l’avrebbe accompagnata con la sua preghiera. “Era una sera d’estate – dice sr Pierina – e gli ultimi raggi di sole rendevano la Presolana luminosa e quasi trasparente. Io sentivo di amare il Signore in modo particolare e desideravo donargli la mia vita, ma sapevo che non sarebbe stato né facile, né indolore, perché ero molto legata al mio ambiente e soprattutto alla mia mamma ed ai miei fratelli. A me, come ai giovani di adesso, incuteva timore quel “PER SEMPRE!”. Ma “ …. il Signore ama chi dona con gioia”. Bisogna essere un po’ audaci nella vita! Io, non solo non mi sono mai pentita di questa scelta e se tornassi indietro, la rifarei. Ringrazio di cuore don Giuseppe Premarini che mi ha accompagnato e sostenuto nella mia scelta”.
Il fascino di don Bosco ha saputo legare i cuori delle nostre due suore, che oggi festeggiano i loro cinquant’anni di consacrazione, ad orizzonti lontani ma sublimi. Si sono lasciate portare sulle ali dello Spirito come segni profetici ed hanno saputo sognare in grande perché si sono fidate del Signore e si sono affidate a Lui. E Lui non si è smentito. Ha riempito di gioia i loro cuori e di fedeltà le loro vite.
Hanno seminato a piene mani: a Torino, in Liguria, in Emilia Romagna … qualcuno raccoglierà. Forse hanno sognato anche di raggiungere qualche posto di missione. Ma sappiamo tutti che ormai la missione è qui, dove viviamo, dove c’è bisogno di speranza e di testimonianza, dove bisogna proporre all’uomo moderno che pensa di poter fare senza Dio, un ideale di vita semplice, santo e coerente.
La grande famiglia salesiana a cui appartengono sr Pierina e sr Ottavia ha bisogno di missionari, ma soprattutto di persone fedeli che testimonino l’amore di Cristo lì dove sono, dove lavorano e dove operano.
Grazie sr Ottavia e sr Pierina di tenere alto il nome di don Bosco e delle congregazioni salesiane nelle nostre comunità. La vostra presenza qui oggi, il vostro sorriso e la vostra fedeltà ci sono cari e sono una bella testimonianza di fede.
Carissime sr Ottavia e sr Pierina i vostri 50 anni di consacrazione al Signore sono un silenzioso canto di gioia e di ringraziamento. Assieme ringraziamo il Signore per il dono che vi ha fatto regalandovi la vocazione religiosa ed insieme invochiamo lo Spirito Santo perché le nostre comunità tornino ad essere attente ai suoi inviti. Si legge infatti nell’Apocalisse: “… Io passo … mi fermo alla porta e busso … Se qualcuno mi aprirà, entrerò e mi fermerò a cena … e sarà festa!”
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Sr. Bernardina
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